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Prosegue la rubrica semiseria in collaborazione con Giorgia Fantin Borghi, il Bon Ton a tavola. Oggi, nel giorno di Santo Stefano, Giorgia ci da qualche consiglio sul Bon Ton Gnam del panettone :)
Entrambe vi facciamo i nostri migliori auguri di Buone feste!

Spread the love è il mio motto per questi giorni. :)

L’aura di leggenda e mistero che avvolge la nascita di una tradizione ultracentenaria quale quella del panettone è così spessa che potremmo tranquillamente tagliare anche quella con il coltello e farne fettine gustose da far scrocchiate sotto i denti.
A qualsiasi di queste vogliate credere sarà bene ricordare che fin dal 1895 il panettone milanese veniva citato in una raccolta di racconti di Emilio De Marchi dal titolo Vecchi giovinastri dove si racconta di come il cartoccio ben avviluppato nella carta velina che ne doveva proteggere la freschezza veniva scartato per (finalmente) gustarlo e si scoprì che… non trattavasi del buon pane dolce bensì di un cappello! Questo ci fa capire come uno dei simboli più conosciuti del Natale italiano fosse tenuto in gran considerazione non solo per il palato ma anche per gli occhi.
Così come nell’antichità, ancora oggi il panettone dovrebbe essere servito intero, per preservarne la fragranza e il bell’aspetto e tagliato al momento lasciando all’occasione (e al commensale) la dolce incombenza di servirsi di una fettina da formica svizzera o di un pezzettone da impareggiabile golosastro (ammetto di appartenere a quest’ultima categoria).
In ogni caso questo dolce pane delle feste ricco di uvetta e canditi può tranquillamente essere mangiato con le mani, così come avviene per il pane normale, staccandone piccoli pezzetti che verranno gentilmente introdotti nelle nostre capaci fauci, senza avventarvi sopra i canini a mo’ di novello Dracula. Tutto ciò a patto che non vi siano ghiotti intingoli di farcita o di contorno. In questo caso la forchetta si renderà assolutamente necessaria per salvaguardare igiene e dignità.
E per i giorni ia seguire ricordo che fin dai primi del ‘900 lo scrittore Gerolamo Rovetta decretava “Caffè latte e panettone è una colazione da papa!”. Provare per… gustare!
A voi tutti buon Natale!

Giorgia Fantin Borghi

I post sul Bon Ton a tavola su Un tocco di zenzero
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