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tatin finocchio caramellato al miele di Cardo e semi di anice

I finocchi sono tra gli ortaggi che più amo e consumo durante quasi tutto l’anno. Sempre in insalata, con arance e semi di finocchio (d’inverno) o con i cranberries e i pomodori secchi; raramente cotti. Ogni tanto mi piace trasformarli in piatti più chic . Come questa tatin alternativa, preparata in monoporzione, comoda da realizzare e bella da servire. Sono una fan delle monoporzioni per tutto, dagli antipasti al dolce.
Così quando per la rubrica A tavola con T18 mi sono arrivati i finocchi, tra me e me ho pensato: yuppie, preparo le mini tatin!

I Finocchi che ho utilizzato per la ricetta di oggi, provengono da Capo Rizzuto (Kr)

dosi per 6 persone
per la brisee al burro salato
farina 00 grammi 300
burro salato grammi 150
acqua

finocchi 2
semi di anice la punta di 1 cucchiaino
burro 1 cucchiaio
miele di cardo* Amodeo Carlo
grana padano 2 cucchiai

*Il miele è uno degli acquisti fatti al mercato del Capo di Palermo, durante la mia gita di Dicembre. Proviene dalla produzione di Amodeo Carlo ed è Presìdio Slow Food, la famosa e rara ape nera sicula. Per questo devo ringraziare la cara Silvia ( e Flo) ed il loro bellissimo giro per i vicoli di Palermo!

per la pasta brisee: di solito ne tengo sempre una scorta in freezer. Questa volta ho provato a realizzarne una versione più leggera senza uovo. Tagliare il burro (dovrà essere freddo) a pezzetti, mescolarlo con farina, pizzicando con la punta delle dita l’impasto. Aggiungere dell’acqua, 4 cucchiai (verificate in ogni caso la consistenza dell’impasto) continuando ad impastare fino a raggiungere una consistenza omogenea. Tenere in frigo fino al momento dell’utilizzo.

finocchi: lavare bene e mondare i finocchi dalle foglie esterne. Utilizzando una mandolina tagliare a fette di 4 mm circa. Scaldare il burro in una padella, aggiungere i semi di anice, e successivamente le fette di finocchio. Cuocere per qualche minuto, facendo attenzione a non bruciarli. Aggiungere se necessario un cucchiaio d’acqua e cuocere per 5 minuti circa. Spegnere il fuoco e tenere da parte.

Riprendere la pasta, stenderla con il mattarello in uno spessore di 3 max 4 mm. Ricavare 4 dischi aiutandovi con le teglie (basterà rovesciarle e incidere con un coltello la pasta). Foderare il fondo delle teglie con carta forno.
Sciogliere il miele a bagno maria (o se preferite qualche secondo al microonde) dividete nelle 4 teglie, spennellando per distribuire il miele. Mettere le fette di finocchio, se riuscite 2 per ogni teglia, sovrapponendole leggermente. Cospargere con pochissimo grana padano e coprire con la pasta brisee, facendo aderire bene l’impasto ai bordi. Bucherellate con una forchetta e infornate (forno ventilato a 200°)
tempo di cottura, 20 minuti circa.
Sfornare, attendere un minuto e poi facendo attenzione, rimuovere la carta forno (potrete aiutarvi con una spatola da pasticciere).
Ho servito le tatin con un pezzetto di blu del Moncenisio accanto (nella foto nn si vede!).
L’alternativa può essere un cucchiaio di fonduta per accompagnare le tatin :-)

Qui sotto la versione con la salsa al blu del Moncenisio. Ha un bellissimo colore, grigio blu che ricorda il guscio delle ostriche. Ed è buonissima, ve la consiglio :)

Proprietà: il finocchio non è solo sono buono, fa anche tanto bene.È utile come antinfiammatorio, antispasmodico e disintossicante per lo stomaco e l’ intestino, per gli occhi e come disintossicante per il fegato.
E’ inoltre considerato un buon diuretico e un calmante contro la tosse.
Curiosità: L’espressione “lasciarsi infinocchiare” si dice che derivi dall’abitudine che avevano i cantinieri di offrire spicchi di finocchio orticolo a chi si presentava per acquistare il vino custodito nelle botti. Il grumolo infatti contiene sostanze aromatiche che rendono gustoso anche un vino di qualità scadente. (fonte wikipedia)

Abbinamento di Simone Morosi*

“Letto il titolo si è accesa la lampadina zona Riesling, inevitabile. Questo splendido vitigno ha avuto il pregio di far conoscere al mondo le zone della Germania dove si esprime al meglio, le splendide vallate della Mosella, Saar e Ruwer. I toni, le dolcezze e le sfumature sono tante e tali tra i vari produttori e i differenti suoli che avremo bisogno di una vita intera di test abbinamento per trovare quello giusto. Quindi la strada più facile ed immediata, anche per la reperibilità dei prodotti stessi, è usufruire dei fratelli minori prodotti in Italia. Due i prodotti, entrambi provenienti dall’alto adige, Il Riesling di Falkenstein e quello di Peter Pliger, Kaiton.
Il primo completerà la gamma dei sapori del fantastico piatto di Sandra con la sua solarità, avvolgenza e dolcezza. Il secondo, più affilato, pietroso e croccante, giocherà a ping pong con gli aromi della Tatin, in un gioco di infiniti rimandi. Un vino diviene il compagno del piatto, il secondo l’amante..”

*Simone Morosi: Lavoro nel mondo del vino, il viaggiare tra cantine, vigne e regioni è un grande hobby. Non sono un amante degli assolutismi, credo che davanti al cibo ed al vino, la curiosità ed il divertimento siamo più importanti di dogmi e imposizioni. La conoscenza quella si, ti serve a diventare migliore del giorno prima.

tatin finocchio caramellato al miele di Cardo e semi di anice con salsa al blu del Moncenisio